25 Gennaio 2022

MonterosiTusciaFC

Official Web site

Non è cambiato nulla dalle voragini del tempo che fu: buoni e cattivi.

Sulla lavagna, il dito puntato contro di te con il disprezzo dei buoni, la tua vita improvvisamente accartocciata nella vergogna del fallimento.

Ed era ed è come sbattere il mostro in prima pagina: sei finito.

Su questa folle e violenta dicotomia si svolge tutta la commedia umana, che ha la leggiadria folle di tingersi di dramma o di tragedia e raramente incede nella farsa.

Però, detto tra noi, il dramma è una soap-opera, il condimento speciale di quest’epoca con i piagnistei e i tradimenti, fiumi di lacrime e commozioni prét-à-porter e idiozie narrative ripetitive, cicliche.

Come i titoli dei giornali, sempre gli stessi, con le “bufere” nei partiti, lo “sgomento” di una nazione, con il PIL che sale e scende, il “raccapriccio” per le guerre, la disoccupazione, la “commozione” del papa e il “conforto” dei capi di stato nelle tragedie.

Ma fossimo in un “sequel” e non ce ne siamo accorti?

Per la “Peppina” verrebbe da dire senza esagerare con le parolacce, tranquilli.

Potrei osare un “corbezzoli” o un “perdindirindina” ma qualche benpensante potrebbe inasprirsi e citarmi in giudizio, non si sa mai.

Una parola ce l’avrei ma non ve la dico: pensatela voi.

Detto questo siamo alla ricerca, senza la minima consapevolezza, della tragedia scomparsa, disinteressata dalla globalizzazione nonché massificazione dei cervelli.

Pensate un attimo a Medea, a Sisifo: entrambi consapevoli dell’inutilità delle loro gesta, dell’inesorabilità delle loro azioni e ciononostante le compivano fino in fondo.

Cacchio! (scusate) e quale idiozia!

Certo, questi personaggi avevano almeno “l’etica” di essere coerenti con le loro scelte ma il libero arbitrio va a farsi fottere!

Capiamo, amici miei, che come “la metti la metti” la fregatura è sempre per noi?

Ecco perché l’autore che è in me e che non sta mai zitto, ve ne sarete accorti, è incline alla farsa: almeno ci ammazziamo dalle risate!

E torniamo all’esonero.

Quale nefasta nube nera imprigiona l’allenatore, lui che indomito e sprezzante dichiarava vittoria e gloria, quale?

Il poverino, nascosto sotto la panchina, riesuma i fotogrammi della sua esperienza e non si dà pace.

«Se quella palla entrava… se quello non si faceva male… se quell’altro non veniva espulso» e così via.

E non gli si può dare torto, la dea sadica del calcio fa scherzi bruttissimi.

Per non parlare dell’arbitro e in questo caso ha tutte le ragioni per recriminare ma gli arbitri sono i “GUARDIANI” della soglia, numi tutelari che forgiano la tempra degli allenatori, dei calciatori e di milioni di tifosi: ci avete mai pensato?

Essi, gli arbitri, hanno il gravoso compito di far rispettare le regole ma fanno apposta a stravolgerle per fortificare le anime e i corpi ed accettano, soffrendo in silenzio, il disprezzo e le lamentele continue e gli improperi del volgo.

Sono straordinarie sentinelle a salvaguardia dell’imponderabile, di un apparente “ingiustizia permanente” che loro perpetuano settimanalmente ma in realtà svolgendo un compito pedagogico di primissimo livello: ti fanno evolvere.

Con un po’ di pazienza ci accorgeremo, nel tempo, che ci han fatto diventare tutti “saggi”.

E non è poco.

Così tornando all’allenatore, che nei mesi di preparazione e di inizio campionato ha intrecciato rapporti di stima e di affetto con tutto lo staff ed i calciatori, si vede messo nell’angolo per via di una serie di “imprevisti” ed “imponderabili” indipendenti dalla sua volontà e capacità.

Detto brevemente, non “gliene frega niente a nessuno”.

Ci vuole sempre il capro espiatorio.

E se la “COLPA” fosse del “CASO”?

Riflettiamoci un attimo: il “CASO”, questo impenitente personaggio che fa “come gli pare”.

Non credete che sia lui, sempre lui, a determinare storie, vite, morti?

Ma la Terra è imprigionata in schemi irreversibili e pur vivendo in permanenza l’assurdo e il paradosso e il “non senso”, ha bisogno di aggrapparsi a regole fuori di testa e a credenze (che non sono mobili) a dir poco cervellotiche.

Si fa così e basta, diceva l’educatore al povero fanciullo.

Possiamo immaginare cosa gli dicesse nel Medioevo e poi nel Rinascimento e poi e poi e poi…

Cambiano i costumi e la morale ma la scemenza è sovrana, sempre.

Io mi ribello (si fa per dire) alla cacciata degli innocenti o di coloro che, senza protezione, non sono più innocenti.

O gli uomini sono tutti innocenti oppure anche lassù esistono le caste: ci avete mai pensato?

Lassù intendevo nell’attico, non oltre, per carità, non mi si metta in bocca ciò che non dico.

Tutto questo casino per gli allenatori?

Certamente, adorati lettori: l’uragano si prevede osservando una semplice foglia che si agita in modo nervoso e particolare.

Ogni “cacciata” è come una foglia al vento, ed anche in questo “caso” sarà il “CASO” a darle una direzione.

Se pensate che un uomo (o un donno) siano diversi da una foglia, beh…

Così ho rispettato il titolo che quando l’ho scritto mi son detto: «bèh?»

 

Il Presidente Etico No Fair No Play – ASD Real Monterosi

Luciano Capponi

Print Friendly, PDF & Email

Articolo visto 738 views