Uno dei grandi misteri dell’esistenza è inerente al matrimonio: perché due si sposano e poi quasi sempre si odiano o raramente, molto più semplicemente, prendono strade diverse con reciproca accettazione serena?
Se qualcuno sapesse rispondere a questa domanda avrebbe risolto un grande enigma e potrebbe indicarci una volta per tutte la via verso la pace e la fratellanza.
Ma pace e fratellanza sono due spezie rare che scarseggiano nei campi del pianeta Terra.
Culturalmente parlando è inesorabile la persistenza di una diversità conoscitiva nei rapporti umani: visto che la cultura “è la disposizione ad affrontare la realtà che si manifesta negli individui in quanto facenti parte di una società storicamente determinatasi e determinantesi”, capiamo bene che ognuno la vede a modo suo.
E spesso qualcuno la interpreta a modo suo senza avere reale cognizione dei fatti e senza conoscere i protagonisti di quei fatti.
La parte intima e passionale richiede un minimo di privacy e può essere affidata soltanto alla serenità di giudizio dei contendenti.
Questo avrebbe dovuto essere uno stereotipo, la comunicazione di un esonero condita dalle solite parole di comodo ma a chi ha voglia di comprendere già sa che l’ipocrisia è al bando nella realtà del Monterosi FC, per cui i motivi dell’esonero restano interni e non sono di competenza di chi non è a conoscenza dei fatti reali.
Detto tutto ciò passiamo al dunque: nominiamo un allenatore “ad interim” che fa parte dello staff tecnico della Scuola Calcio e dell’Agonistica del Monterosi FC, un uomo di grande umanità, un vessillo di No Fair No Play, uno straordinario collaboratore da due anni e che insegna ai bambini il sano agonismo, l’amore per la maglia e il significato profondo dell’unità.
Tutto quello che forse mancava alla Prima Squadra?
“Il suo nome era Cerutti Gino ma lo chiamavan Drago” (vi ricordate la canzone, si?) mentre all’anagrafe risulta tal Stefano Cerbella.
Questo è quanto, in linea con la progettazione etica del Monterosi FC che non dimentica mai che il calcio è un gioco non una guerra.
Un caro abbraccio a D’Antoni al quale auguro una meravigliosa carriera chiedendogli ancora una volta: “perché mi hai lasciato?”.
Il procace Donninelli si interroghi.
Grazie per la cortese attenzione e vi prego, fate gli auguri a noi e al caro Ferazzoli che merita di realizzare i suoi sogni.

Il Presidente Monterosi FC
Luciano Capponi
Project Creator No Fair No Play

 

 

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