26 Maggio 2022

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“FACITE ‘AM PRES” Cosa scrivere dopo un 5 a 0? A me è venuto questo

Ho parlato con Tommaso e ancora sorrido.
Seduti su un divano, per non dire “spaparacchiati”, dopo una cena pantagruelica con tutta la squadra tra cori, finte liti, scherzi e sguardi complici.
Tommaso finalmente mi ha parlato di lui, con quel suo modo pittoresco di costringere ogni logica a piegarsi alla sua determinazione ed ai suoi principi, sani e dolcissimi e specialmente semplici, di quella semplicità che rende luminosa l’esistenza.
Con gli occhi che gli brillavano mi confidava della sua fantastica compagna, prossima sposa, e dei suoi pargoletti, “fuori di testa” come lui.
E in quel momento, denso e privato, eravamo due amici che si scambiavano la vita senza gerarchie e differenze.
Grazie Tommaso e come ti ho già detto io e te finiamo in “oni”, il che non è poco.
E non poteva mancare Riccardo che con la sua “grazia” si afflosciava sul divano alla mia sinistra ed io, soffocato di umanità, continuavo a sorridere.
Come spiegarvi l’ineffabile gloria di essere uguali, senza prevaricazioni, senza esercizio di potere, senza dogmi a cui inchinarsi?
Flaminio, il birbante che nasconde una saggezza insospettabile, seduto nel suo angoletto dopo avermi rubato la bistecca, osservava la squadra e annuiva soddisfatto.
E ti credo!
In barba a qualunque dieta alimentare per sportivi assorbivamo enormi molecole di colesterolo, ettolitri di vino, tonnellate di carboidrati e dolci monumentali.
Ma tutto questo si trasformava in sangue di partecipazione, di empatia, di forza.
Di lì a poco scendevano in campo e le gambe urlavano, gli sguardi si trovavano e la certezza determinava una vittoria squillante.
Ecco così è il calcio:unità, fiducia, gioia.
Tutti insieme, appassionatamente.
Più del valore tecnico è lo “spogliatoio” che traccia ogni vittoria, è quella sottile ma fragorosa energia che esplode sul rettangolo di gioco e non la contiene, come se si propagasse sugli spalti, si adagiasse nelle campagne intorno e rinvigorisse anche gli uccellini che, stupefatti, tracciano geometrie esaltanti sui giocatori.
Uno spogliatoio unito è come una repubblica che ha risolto ogni problema sociale, ha abolito i sindacati perché inutili, dona ad ognuno le cure mediche necessarie senza spese e si affida ai referendum per le scelte importanti.
E specialmente con uno staff tecnico regolarmente eletto e non imposto come accade a volte in una certa repubblica, dico bene?
Forse sembrerà eccessivo accostare lo spogliatoio ad una repubblica ma sarebbe lo stesso identificarlo con un condominio o una famiglia o a qualunque gruppo teso verso un unico obbiettivo: una trasparente collaborazione feconda di risultati positivi.
Nelle funzioni cattoliche è abitudine stringersi la mano prima del commiato ma questo senso di fraternità evapora molto presto, diciamo appena usciti dalla chiesa: come mai?
Questa è la mia domanda e ognuno si dia la risposta.
Fatti, non parole, è un’indicazione timida ma decisa.
Vale la pena rammentare un codice No Fair No Play: si insegna con l’ESEMPIO e non con le REGOLE.
E se il tuo esempio è rigido e non prevede modifiche o cambiamenti necessari alla sincronia della diversità, lasciamo stare.
Ogni uomo ha il “suo” respiro, vogliamo rispettarlo?
Vedo una girandola di colori agitarsi sul rettangolo di gioco, pulcini saltellanti correre dietro a un pallone e nessuno di quei bambini è uguale ad un altro, accomunati nel gioco ma ognuno col suo sorriso e le sue magie.
Guarda tu dove siamo arrivati partendo da Tommaso ed entrando nello spogliatoio ma se per caso avessimo il sospetto che la “realtà” non è divisa ma intimamente connessa, bèh, mi scuserete, rammento il famoso battito d’ali di una farfalla nel Nevada che fa esplodere un terremoto a Tokyo.
Ed eccomi di nuovo sul divano a brindare al compleanno di David, il nostro tostissimo Mister, acuto e lungimirante.
Intrecciato a un destino sorridente con Emiliano, il Ds futurista e sagace, un uomo che ha superato le barriere del tempo e se la gode.
Si, perché un’appuntamento con lui ti regala il sapore dell’attesa e ti insegna i grandi misteri della relatività.
E quando poi arriva , incedendo morbido e rilassato, tu non puoi fare altro se non sorridere.
Lui è così e vince sempre anche perché, come Direttore Sportivo, è un grande.
Vorrei come al solito descrivere tutti i “ragazzotti” che fanno parte della rosa per decantare le qualità e la simpatia ma non ci è dato.
Il vostro affezionato Pres, come dite voi.
E io rispondo sempre : “Facite ‘am pres!”

 

Luciano Capponi

Presidente Etico ASD Nuova Monterosi

Project Adviser No Fair No Play

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