26 Maggio 2022

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IL polipo dell’informazione

Se ci penso non mi sembra reale, quasi rido, eppure posso testimoniare un bel “pezzo” di storia italica, praticamente dagli anni ’50!
E credetemi,stiamo parlando di un altro mondo, di una caverna oscura e di limiti invalicabili.
Su ogni cosa, pero’,vigeva uno straordinario e incomprensibile entusiasmo, una gorgogliante speranza del domani, una certezza granitica “che tutto andrà meglio…”.
Ancora l’eco della seconda guerra mondiale disegnava appartamenti scuri, senza riscaldamento, con un “cesso” in balcone.
Le chiese pullulavano di “fedeli” e la domenica mattina, a chi serviva la “messa”,donavano un “cornetto”, cento lire e la visione gratuita di film incomprensibili.
Eh già, perché la censura del parroco tagliava ogni scena “allusiva” che veniva sostituita con pezzi di pellicola di altri film.
Tant’è vero che mentre guardavi un uomo e una donna che inghirlandavano un probabile abbraccio, spezzoni di altri film, chissà perché sempre di guerra, interrompevano ciò che tutti spasmodicamente attendevano.
L’effetto era sconcertante e gli ululati scuotevano la sala ma il risultato era sempre lo stesso: grande delusione, un desiderio del “proibito” che cresceva a dismisura e una confusione mentale assordante.
Ma tutti pensavano: “Andrà meglio”.
E gli anni si sono srotolati e dalla “cambiale” tutto è “cambiato”, la brama di una “cinquecento” o di un frigorifero ha spento, chissà perché, l’entusiasmo ed ogni speranza.
E la comparsa della televisione fu il colpo di grazia nel cuore innocente degli italiani.
E siamo ai nostri giorni, oberati dalla velocità, dai pixel, dai giga, dalle infinite e “straordinarie” possibilità offerte da succulente pubblicità che come sirene ci ronzano costantemente intorno.
Ulisse è disperato, ancora oggi, nel vedere la sua ciurma cibarsi di Loto, quel frutto che spezza ogni volontà e ti conduce all’oblio.
Siamo ormai Lotofagi, mangiatori di Loto.
E le multinazionali si sganasciano dalle risate e ingrassano come vacche sacre.
E immersi nelle “Jacuzzi” cerchiamo di dimenticare i “debiti”, le mogli ingrigite e piene di rancore e i figli che “non si sa cosa fanno”.
Così, la mattina presto, inizia il tram-tram mediatico e la ripetizione ossessiva delle stesse notizie di ieri.
Fateci caso: il “bollettino” del traffico ci avverte che sulla Tiburtina o sulla Casilina c’è un blocco: ma santa paletta, ogni mattina è la stessa cosa!
Non sarebbe meglio dire: “Buongiorno, il traffico è lo stesso di ieri e visto che è così da moltissimi anni è inutile parlarne…vi auguriamo buona fortuna!”
Ed a questo seguono i molteplici notiziari di orrende notizie che ci martellano incessantemente in omaggio ad un imperativo assurdo che però ha convinto tutti: l’importanza dell’informazione!
L’informazione è la cosa più importante ed è virtualmente sacra.
Negli anni ottanta, come regista RAI, per qualche mese ho diretto il telegiornale ed ogni giorno, tre ore prima della messa in onda,”strani” personaggi venivano in redazione e con serafico potere decidevano quale notizia dare e come artefarla.
Avete capito bene, non fate finta di niente.
L’informazione è dunque falsa,direte voi?
Anche in questo caso interrogatevi, può darsi che io stia esagerando, oppure, vista l’età, mi sia confuso nel vedere un film fuori dal coro.
Ma tra SMS ed un selfie vi auguro un fugace dubbio.
Ebbene sì, i cessi sul balcone e senza i bidè non erano una bella cosa e non sono così idiota da non considerare benevolmente un bel bagno riscaldato ed accogliente ma vendere la propria dignità al benessere è certo cosa peggiore, non trovate?
Cari amici di un piccolo sito di un piccolo paese con un piccolo uomo che scribacchia piccole cose ogni mattina con l’enorme presunzione di dire qualcosa, bèh…imploro il perdono.
Ma alle cinque di mattina tutto è concesso, nel silenzio della campagna e con i lontani latrati che cercano disperatamente di comunicare qualcosa.
Eh già, forse nei latrati capto pensieri confusi ma decisi, probabilmente sto imparando la lingua dei quadrupedi e quindi la responsabilità di ciò che dico è esclusivamente del mondo animale.
Non ci avevo pensato.
Chissà, potrei svegliarmi ricoperto di peli e zompettare felice con un unico interrogativo: è meglio il pelo sul corpo, o la pagliuzza nell’occhio?
Del resto questo è “l’altro occhio”!
Quello senza “pagliuzze” però.

Luciano Capponi
Presidente Etico ASD Nuova Monterosi
Project Adviser No Fair No Play

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