26 Maggio 2022

MonterosiTusciaFC

Official Web site

SINGIN’ IN THE RAIN Cantando sotto la pioggia

Cari ragazzotti,
È giunto il tempo di scrivere qualcosina ad ognuno di voi e state sicuri che sarà sincera, come sempre.
E partiamo dal portiere, il “lungagnone”, il ” lungo assente” Ceccarelli che da titolare , per via di un infortunio, si è ritrovato a guardar le gesta del feroce Casciotti.
Caro Ceccarelli, usa il tempo dell’attesa per crescere, per migliorare, per spiare il tuo rivale, per fare della sconfitta la benzina della tua rinascita: stanne certo, accadrà.
E specialmente te lo meriti, perché oltretutto sei un bravo ragazzo con la “testa a posto” e quando sorridi disegni nell’aria concordia e amicizia.
Ed eccomi a te Casciotti, pantera esplosiva e determinata.
La porta e’ grande per te ma i tuoi balzi felini la fanno diventare più piccola: la prossima Befana chiedi qualche centimetro in più e vedrai, si può fare, sarai esaudito.
Arriva adesso il buon D’Andrea, strano mix tra uno schizzo di Picasso e un ridente chansonnier che ha fatto dello spogliatoio un vicolo di Napoli con i panni stesi e porta sarcasmo e buon umore proprio lì, nel cuore.
Ma adesso arriva il monolite, il Ciclope invalicabile con gli occhi da cerbiatto, tanto educato fuori dal campo quanto feroce nel campo: Gasperini, un nome, una garanzia.
Mamma mia quel Lazzarini che grinta e che spinta, non si ferma mai. A vederlo fuori dal gioco sembra un incrocio tra Lucio Battisti e un poeta romantico, anche nell’incedere ma quando si toglie i pantaloni e mette gli scarpini son dolori per tutti i condomini.
E inchiniamoci al filosofo, al metronomo della sfera che “zitto zitto” se la canta e se la suona e la mette bene in ogni zona, che sia difesa o centrocampo e quando gli và indossa scarpini al posto della testa. Il suo nome è Costantini e regala spumeggianti geometrie con calcolate simmetrie.
Adesso appare l’Andreoli che scatta dribbla e attacca, lui puffo tenero che ti regala sempre un’emozione sia in campo che fuori, da quando ha capito che il sorriso e’ meglio che esser deriso.
Inchiniamoci ora al prode Perseo, travestito da Fanasca, lunga chioma ondeggiante e danzante che fa girar la testa ad ogni contendente e per non farsi mancare niente buca la rete immantinente. Oh buon Fanasca…che Giove tuonante te l’accresca!
E tu, mio caro Pippi, così schivo e riservato che tutto sembri meno che brasiliano, brinda al carnevale che il tempo è giusto e facci una promessa: danza un ritmo afro-cubano. Inanellando gol come grappoli d’uva per farti una collana che plachi la tua arsura! Così insieme a Fanasca te ne andrai a Marino a ballar la salsa!
Mio dolce Copponi, etereo elfo appeso ai lampioni, scendi che il giorno e’ arrivato e dopo abbondanti creme vieni, che ci mangiamo un gelato! Smetti di dormire, la vita è tua e brucia ogni bùa! Il Pres ti vuole bene, ti stima e così sia.
Tra i vicoli di Montpellier s’aggira un poeta sconsolato, lui, il Greco espatriato. Ancora negli occhi il sole di Santorini cerca tra i vicoli un sogno ambito. E noi aspettiamo quel momento in cui il Greco darà agli avversari il tormento! Vai Greco, sei forte e valoroso, anche a Parigi sarai un fantastico moroso!
Ma guarda un po’ spunta l’Aliù, dalla lontana terra con il naso all’insù, tra finte, controfinte e ruzzoloni, mima la danza della savana con i cerbiatti ed i tigrotti. Com’è gentile questo moretto, non è un’offesa, e’ un valore aggiunto. Spiega le ali caro Aliù, il campo di calcio lo divori tu!
Ciao Belfiore, rendi omaggio a questo nome! Stempera la furia del passato e inghirlanda sorrisi sulla fascia! La tempra è giusta, l’ardore è sacro ma per favore usa la testa! Non è impossibile caro Belfiore, è l’augurio che ti faccio di cuore.
Ci inchiniamo tutti a Sua Maestà, come è normale e ovvio sperando che ci porti in una realtà di sogno, nell’incanto di una nuova città che fa impallidire Bagdad. Ti sembra poco, ti sembra troppo? Caro Maestà sveglia, m’hai rotto!
Se là è Pieno cerchiamo Cavuoto, perso tra i sospiri di sirene. Che un filo d’erba gli indichi la via a confermare lo smalto e la vigoria.
Oh grande Ciuffo, detto Tomei, resta qui, mai me ne andrei! Donami un poco della tua chioma, in cambio il Pres qualcosa ti dona. Oltre alla chioma hai pure le gambe, sei bravo e tosto, beviamoci ‘sto mosto.
S’odono tamburi lontani ma non sono suoni arcani: è il rullo compressore sulla fascia che mai se sfascia! Indovina chi è? Ma è Torricelli!
Che dire di Rufini? Serio, preparato e distante ma quando va in campo si risveglia all’istante. Gli perdoniamo se ogni tanto buca l’istante. Il futuro ti appartiene basta che la tua attenzione non sviene.
Non so con che lingua parlarti Salvatori perché il tuo idioma è strano, sembri veramente di Ceccano ma ciò non conta, che ce ne frega? Tira di più in porta e bacia la strega. Il tuo sorriso dice tutto, ti voglio bene non fare lo struzzo.
E da lontano arrivano i Pisani che sono bravi, anche se è uno, e nel silenzio allestiscono i mercati e vendono rispetto onore e lealtà anche se il campo per ora lo vedono molto in là.
Ondeggia tra lo spogliatoio e il campo un pesciolino con la pinna a strascico. Si chiama Persico e noi lo aspettiamo a cuore aperto e lo prendiamo per mano.
Ti dico sempre: “Fai l’Igor” e tu me l’hai Giurato, lo farai. Non ti manca niente per cantare sulla scena. Prendi la palla e vola su una falena.
Lo vedo spesso Adolini, vola di qua e di là, grandi parate, non è un “quaquaraquà”. La stoffa è buona, la tempra è giusta, nessun problema se non pensi a Katiuscia. Tu dici ma chi è Katiuscia? Io non lo so, è per dire qualcosa e certamente Adolini si riposa.
Ti ho lasciato alla fine ma per amore perché quando guardo il tuo polpaccio mi si scalda il cuore. Caro Vagnarelli per me conoscerti è un onore e anche se ti butti sempre giù nessuno è bello come te in tutù. E poi sei bravo, attento e diligente, fai bene il tuo lavoro e sei sempre presente.
E adesso rifiatano le trombe per narrar le gesta di Marco Fiata che sul campo incombe. Non dice niente, ti guarda e spinge e in tutti i garretti si accendono le “tigne”. E mai, giustamente, qualcuno rifiata.
Onore a Giangiuliani, il talebano, che tra un Lambrusco e il lusco, cavalca fino a Busto. Nella storia del calcio lui c’è e dolcemente ti regala un sorriso e una crema flambé.
Si chiama Piubello e ancora non sappiamo se il destino sia stato giusto o gaglioffo ma noi lo chiamiamo tutti Erzy. Con quelle mani ti scioglie tutto, sta sempre lì e non tradisce mai.
E siamo alla pasta e Ceci, la minestra del dottore che trovi a tutte l’ore. Lui è pure Sante e, guardandolo bene, qualcosa c’è sacripante!
Qualcuno si chiederà che fine hanno fatto D’Antoni e Donninelli: di loro ho già parlato, posso solo aggiungere che il nostro futuro è un picnic su un bel prato.
Oh Presidente Flaminio Cialli anche di te ho detto tanto, posso solo aggiungere che grazie a te diventerò santo. Dai, sto scherzando, ci vediamo al bar con la chitarra e ci facciamo un canto.
E non vi sembri esagerato ma voglio qui citar un personaggio strano: Neri per caso e di nome Fabrizio. Amico mio con te addosso mi scompiscio. Voce suadente, del Monterosi stemma, che la vita sempre ti sostenga.
Lunga vita a color di cui già dissi che sono Elio e Carletto con cui vivrò e vissi.
Caro Micci e caro Antinori, il Marco, v’ho già omaggiato e più non dimandate, nello mio core state.
Trippa e Gamboni son rimasti fuori ma ne ho già parlato, che resti il dubbio tra voi due: chi è il più amato?

Luciano Capponi
Presidente Etico ASD Nuova Monterosi
Project Adviser No Fair No Play

Print Friendly, PDF & Email

Articolo visto 1.469 views